Prestiti chirografari o prestiti ipotecari: cosa scegliere? Confronto, differenze, pro e contro degli uni e degli altri

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Prestiti chirografari o prestiti ipotecari: cosa scegliere? In realtà, entrambi hanno dei vantaggi e degli svantaggi, ma possono adattarsi di volta in volta a diversi tipi di situazioni, in base alle quali potrebbe essere consigliato l’uno piuttosto che l’altro.

Ci sono delle differenze sostanziali tra i due tipi di prestito, pur rientrando entrambi nella categoria dei prestiti personali non finalizzati. In questa guida scoprirete tutto sui prestiti chirografari e su quelli ipotecari, in modo che possiate fare la scelta più giusta in base alla vostra situazione personale.

Cosa è un prestito chirografario

Il prestito chirografario rientra nella categoria dei prestiti personali non finalizzati (ovvero senza bisogno che siano motivati) in quanto, così come quelli, anche questo richiede la vostra sola firma quale impegno a saldare il prestito percepito da una banca o da un istituto di credito. Il suo significato sta tutto all’interno della sua parola, che deriva dall’unione dei termini greci chiros (mano) e graphos (scrittura), quindi “scritto a mano“, che per estensione puoi essere anche inteso come “firmato“.

I requisiti per richiedere un prestito chirografario sono una buona solidità reddituale e una situazione lavorativa stabile. Se entrambi i requisiti sono presenti e dimostrabili, l’ente erogatore non avrà alcuna titubanza a rilasciarvi il prestito e vi basterà solo firmare un documento per impegnarvi a restituire la somma mediante il pagamento di rate che possono essere a cadenza mensile, bimestrale, trimestrale semestrale o annuale, come concordato in fase di contratto.

Per cosa può essere richiesto

Il prestito chirografario non prevede ipoteca sugli immobili e viene soprattutto scelto da per opere di manutenzione e ristrutturazione condominiale o installazione di impianti fotovoltaici su spazi comuni. Il fatto che non richieda l’accensione di un’ipoteca su un immobile, infatti, permette di risolvere molti problemi legati a tutte quelle spese che devono essere affrontate in comune con altri soggetti, nessuno dei quali è disponibile a ipotecare un proprio immobile per garantire il saldo del debito. Se, infatti, anche uno solo dei soggetti coinvolti si dovesse dimostrare insolvente, a rimetterci sarebbe l’immobile ipotecato dal singolo.

Limiti di spesa, tassi di interessi e tempi di rimborso

Il prestito chirografario può essere concesso sia alle persone fisiche che alle persone giuridiche ma entro dei tetti massimi di spesa, che si attestano sui 75.000 euro per le prime e 120.000 euro per le seconde.

Essendo un tipo di finanziamento che non richiede molte garanzie, i tassi di interesse dei prestiti chirografari sono più alti rispetto ad altre tipologie di finanziamento, come ad esempio un mutuo ipotecario, e possono arrivare anche al 12%. Rispetto sempre a un mutuo ipotecario, poi, un prestito chirografario deve essere rimborsabile entro un limite massimo di 10 anni, contro i circa 40 di un mutuo ipotecario.

Garanzie

Il fatto che il prestito chirografario abbia bisogno della sola vostra firma a garanzia del saldo del debito, non significa che le banche e gli istituti di credito non verifichino prima la vostra situazione reddituale e patrimoniale e che non scelgano di adottare strumenti giuridici per tutelarsi.

Nel caso in cui, infatti, non riusciate a dimostrare solidità da questo punto di vista, l’ente erogatore potrebbe decidere di chiedere la presenza di una terza persona che garantisca per voi il saldo della rate in caso di insolvenza (fideiussore) oppure di avvalersi del pegno sui titoli.

Il prestito ipotecario

Anche il prestito ipotecario fa parte della categoria dei prestiti personali ed è una soluzione che vi permette di ottenere un finanziamento offrendo come garanzia un immobile di vostra proprietà oppure di un bene di valore, sui quali verrà registrata un’ipoteca. Se tale immobile o bene è in comproprietà con altri soggetti, questi devono dare la loro autorizzazione affinché l’ipoteca venga iscritta.

Potete richiedere un prestito ipotecario se siete privi di busta paga, quindi nei casi in cui svolgiate un tipo di lavoro autonomo o siete dei liberi professionisti e non potete garanzie un reddito costante, a differenza quindi di ciò che avviene per un prestito chirografario. Inoltre, questo tipo di finanziamento è consigliato anche nel caso in cui non abbiate qualcuno che sia disponibile a farvi da garante e quindi non potete presentare una fideiussione o delle polizze assicurative. In tutti questi casi, l’ipoteca su un bene di vostra proprietà costituisce una garanzia solida per l’ente erogatore.

Importo massimo da richiedere e tempi di rimborso

Innanzitutto, bisogna precisare che non tutti gli istituti di credito sono disposti a concedere un prestito del genere per cui è bene che vi informiate prima su quali banche o finanziarie potrebbero permettervelo.

Detto ciò, l’importo che potrete richiedere è sicuramente maggiore di quello di un prestito chirografario e sarà congruo al valore del bene che andrete a ipotecare. Anche i tempi di rimborso sono più lunghi rispetto ai 10 di un prestito chirografario, e la durata può variare in base in base alla somma richiesta. La rata del prestito, comunque, non potrà mai superare di un terzo le vostre entrate mensili.

Quando richiedere un prestito ipotecario

Oltre per chi è sprovvisto di busta paga, come spiegato precedentemente, un prestito ipotecario può essere richiesto quando avete bisogno di cifre molto elevate, che difficilmente vi verranno concesse con altri tipi di prestiti personali.

Se state pensando di chiedere un prestito ipotecario, è bene che prima valutiate se sarete capaci di saldare il debito in quanto, in caso contrario e come succede anche per il mutuo ipotecario, la banca o l’istituto di credito potrebbero rivolgersi al tribunale per chiedere la vendita forzata del bene o dell’immobile, con il fine di recuperare le spettanze.

Il prestito vitalizio ipotecario

Questo tipo di prestito non è da confondere con il precedente, in quanto è riservato solamente a coloro che hanno un’età maggiore di 60 anni e consente loro di mantenere la proprietà e l’uso della casa ottenendo denaro costante grazie all’iscrizione di un’ipoteca sul bene posseduto.

L’importo che potrete ottenere per questo tipo di prestito varia in base alla vostra età e al valore dell’immobile che intendete ipotecare, ma comunque non può essere mai maggiore di 350.000 euro. È poi un tipo di prestito che non potete rimborsare per la quota capitale ma è possibile predisporre un piano di ammortamento che prevede la restituzione sia degli interessi che delle spese.

In caso di morte, saranno gli eredi che dovranno restituire la somma in un’unica soluzione, all’ente erogatore. L’alternativa sarà consentire la vendita dell’immobile o del bene, con i cui proventi gli eredi riusciranno a saldare la banca e a incassare l’eccedenza.

Prestiti chirografari o prestiti ipotecari?

Da quanto detto, risulta chiaro che la scelta dell’una o dell’altra tipologia di prestito dipende molto dalla vostra situazione reddituale e lavorativa e dalle garanzie che potete assicurare alle banche.

Riassumendo, un prestito chirografario è indicato se:

  • Avete una buona situazione reddituale e una busta paga
  • Potete affidarvi eventualmente a una persona che possa farvi da garante
  • Non possedete un immobile da ipotecare
  • Possedete dei titoli sui quali la banca potrebbe mettere il pegno
  • Non avete bisogno di cifre molto consistenti
  • Siete consapevoli di riuscire a saldare le rate del prestito entro il limite imposto di 10 anni.

Per quanto riguarda il prestito ipotecario, è invece indicato se:

  • Avete un bene o un immobile da ipotecare
  • Avete necessità di richiedere cifre molto elevate
  • Non avete una persona che possa farvi da fideiussore o dei titoli da impegnare
  • Non possedete una busta paga ma siete lavoratori autonomi o liberi professionisti